

Mi chiamo Pietro FEOLA e sono morto il 20.03.2010. Le mie uniche passioni sono state il lavoro e la famiglia. Spero che tra 20 anni qualcuno ancora si ricorderà di me. Ero un uomo di 52 anni e sono morto mentre ero seduto al tavolo della mia cucina. Lello e mia moglie hanno tentato inutilmente di rianimarmi. Il mio cuore ha ceduto, i miei polmoni avevano smesso di funzionare e mi era venuta a mancare l’aria; era stato un rigurgito dovuto ad un eccesso di tosse. Mentre guardavo la televisione non sapevo che quella sarebbe stata l’ultima volta che avrei potuto abbracciarli. Quando è arrivata l’ambulanza entrambi mi pregavano di non morire e mi tenevano strette le mani. I dottori hanno cercato di rianimarmi ma tutto è stato inutile. Nessun giornale locale si è interessato alla mia morte. Nessuna personalità è corsa al mio capezzale. Mio fratello quando ha avuto la notizia ha avuto un fortissimo senso di angoscia, sono il terzo di quattro figli morti prematuramente. Avevo una tipografia in società con mio fratello e vivevo a S. Angelo in Formis, in un piccolo paesino vicino S. Maria C.V., avevo una bella casa. La Chiesa, oggi, è stracolma di gente, c’è un feretro innanzi all’altare; sono al centro dell’attenzione. Mia moglie ha pianto per tutto il tragitto che da casa portava alla parrocchia. Come lei i miei figli. Il parroco guidava il lungo corteo. Quando ho lasciato per l’ultima volta il mio letto erano le quattro di pomeriggio. Amici e parenti hanno fatto a gara per darmi l’ultimo saluto. Rimbombano nelle mie orecchie le grida di mia figlia. Per assecondare la mia ultima sfida al potente di turno, mia moglie mi aveva riportato a casa dopo lunghissimi giorni trascorsi in ospedale. Avevo deciso di sfidare la morte. Ero intubato, avevo difficoltà nel respiro, i miei reni non funzionavano bene. Quando sono stato accompagnato al pronto soccorso mi trovavo ad una manifestazione politica. Tutti stavano leggendo il mio giornale. Era dalla mattina che avvertivo un dolore al petto, come se un macigno non mi avesse voluto permettere il respiro. Ero in campagna elettorale, nulla mi avrebbe fermato. Adesso, mentre vi guardo, mi accorgo di essere amato, come io ho amato tutti voi. Provo una intensa gioia a sapervi a me così legati ed un tremendo dolore per avervi dato un dispiacere così forte. Alla notizia della mia morte, il mio nome, di bocca in bocca, ha attraversato tutta la città. Si è discusso di me, del mio carattere e del mio ruolo politico. Mi chiamo Pietro FEOLA e sono morto il 20.03.2010. Le mie uniche passioni sono state il lavoro e la famiglia. Spero che tra 20 anni qualcuno ancora si ricorderà di me.
Vi è un film del 1974, diretto da Luigi Comencini con Laura Antonelli protagonista, che ha per titolo “Mio Dio, come sono caduta in basso!” Questa stessa espressione oggi la rivolgo alla mia città: Santa Maria mia, come hai fatto a cadere cosi in basso? Sei ancora la città di Pasquale Fratta, quel podestà galantuomo lungimirante che, a sue spese, fece deviare il corso dell’alveo di via Anfiteatro per salvare dall’abbattimento lo storico Mitreo? Sei ancora la città dei podestà Vitale e Troiano, dei sindaci Messore, De Bottis, Simoncelli, Adinolfi, Meinardi, De Francesco, Mirra, Zibella? Sei quel centro rigoglioso e florido che assicuravi novemila posti di lavoro tra Italtel e Tabacchificio? Non mi pare proprio.
Da diciassette anni ormai sembri una fabbrica in dismissioni.
Intere strade con pavimentazione fatiscente e sconnessa, un traffico caotico ed indisciplinato, rioni interi paralizzati dalle soste selvagge, strade imbrattate e insudiciate da randagi che scorazzano giorno e notte per la città.
Metà delle saracinesche dei tuoi negozi sono definitivamente abbassate.
Eri una città, oggi sembri una specie di sobborgo agricolo!
Hai visto dove ti hanno portata quattro scellerate amministrazioni di sinistra? E hai ancora intenzione di votare per costoro?
Diventa una fenice e risorgi dalle ceneri!
Domenica e lunedì usalo con criterio il tuo voto.
Fatti rappresentare dalla gente dabbene. Gli intrallazzieri non li seguire più!
Di essere in difficoltà, di non capire alcune mosse. Castaldo è stato rimosso da assessore ed è stato poi rimesso dentro come direttore generale. Come dire è uscito dalla finestra ed è rientrato dal portone principale. Le motivazioni addotte parlano di grande valenza del sunnominato, tali da non poter essere sacrificato sulla scena di un rimpasto di giunta. Ma se era cosi indispensabile per le sorti di questa giunta perché privarsene? E perché pagarlo cosi tanto( si parla di 400 milioni delle vecchie lire) se come assessore lo pagavamo come gli altri? Immaginate quante persone potevano essere accontentate e “rinfrescate “ con questa cifra? Immaginate quante bollette della luce o/e piuttosto del gas potevano essere pagate con questa cifra? E quante persone che fanno la fila senza essere ricevute potevano essere soddisfatte?
Cosa c’è dietro tutto questo? Dov’è l’inghippo?...............
Radio municipio fa sapere…….
Che imprenditori sammaritani, in società con alcuni altri dell’agro Aversano sono sbarcati, anzi no, si sono imbarcati come fornitori privilegiati di slotmachine nelle navi di crociera di gran lusso.
Grande affluenza- e grande entusiasmo- al Centro Melorio di Santa Maria Capua Vetere dove, nonostante una serata di freddo rigido e con una temperatura glaciale davvero proibitiva, in tanti vi si sono recati per l’apertura ufficiale della campagna elettorale del Pdl sammaritano- E, d’altronde, il parterre d’eccezione-oltre ai due candidati consiglieri provinciali Lillino Ventriglia e Lorenzo Stellato (entrambi applauditissimi a seguito dei loro interventi in cui hanno ben fotograto il malessere che si respira nell'antica Capua),il sindaco di Aversa Ciaramella, il coordinatore provinciale senatore Giuiliano, la deputata Petrenga e il segretario cittadino Garofalo- meritava davvero un pubblico folto e di grande qualità A rompere il ghiaccio è stato il senatore Pasquale Giuliano che si è dichiarato convinto che, al termine delle votazioni, il centrodestra festeggerà sia la vittoria di Zinzi a Corso Trieste sia quella di Caldoro a Palazzo Santa Lucia. Allo stesso tempo, il numero uno dei pidiellini di Terra di Lavoro, ha invitato i presenti a sostenere i due candidati sammaritani alla Provincia e l’uscente consigliere regionale Paolo Romano per il parlamentino campano. Dello stesso avviso, si è dichiarato il primo Cittadino normanno Ciaramella sceso in campo per sostenere Paolo Romano e, nel ticket completo, anche l’onorevole Petrenga in quanto hanno garantito, nel corso degli anni, innumerevoli stanziamenti per Aversa e altrettanto saranno in grado di apportare all’Antica Capua. Squisitamente politico l’intervento dell’avvocato Nicola Garofalo che ha invitato gli astanti a moltiplicare le forze per consentire l’affermazione dell’intero centrodestra regionale e provinciale. “E’ tempo che tutti gli oppositori del centrosinistra escano allo scoperto e si impegnino, allo stremo, in questi giorni di campagna elettorale per apportare il loro contributo alle vittorie dell’intera coalizione di centrodestra sia a Corso Trieste sia a Palazzo Santa Lucia. Naturalmente, queste duplici future affermazioni costituiranno anche un ulteriore entusiasmo per noi del centrodestra locale già impegnati in una dura ma gratificante battaglia contro il malgoverno di questa amministrazione cittadina di centrosinistra!” Gran finale per lo stesso Romano che " ha ricordato- ma non ce ne sarebbe neanche stato bisogno- gli anni infausti del bassolinismo in Campania e le mille ripercussioni negative che si sono riverberate sia in Terra di Lavoro sia nella città di Santa Maria Capua Vetere, dove l’apporto dell’ex sindaco di Napoli si è “limitato” alla sciagurata collocazione di un fasullo impianto di Cdr. “Cari amici, queste elezioni segneranno lo spartiacque ideale tra le passate gestioni fallimentari della Regione e l'inizio di un buongoverno regionale che produrrà sviluppo e occupazione durevole e dignitosa – ha concluso l’onorevole Romano- e da parte mia posso solo garantirvi il mio consueto impegno per Santa Maria Capua Vetere che racchiude in se tutte le potenzialità per una vera crescita economica e sociale e che è stata messa in ginocchio, oltre che da quindici anni di amministrazioni di Sinistra in città, dai malgoverni della Provincia e della Regione. Santa Maria Capua Vetere ha bisogno di industrie e di aziende che vengano ubicate sul territorio e che è nelle nostre intenzioni dislocare per creare una nuova ondata occupazionale in una città che, nell’arco di tre lustri, ha perso circa novemila posti di lavoro. La nostra battaglia, dunque, sarà a favore non solo degli inoccupati ma anche quella per far ritornare nell’Antica Capua tutti quei giovani che sono stati costretti ad allontanarsi dalle loro famiglie per cercarsi un futuro dignitoso lavorativo altrove. Tra le altre priorità, anzi nell’elenco delle stesse ai primissimi posti, l’impegno del Pdl e dell’intero centrodestra sarà quello di risolvere, una volta per tutte, la questione Sanità e, in particolare, venire a capo delle problematiche che affliggono gli ospedali Melorio e Palasciano, garantendo il pieno diritto alla salute e le relative cure a tutte le cittadinanze e ai paesi limitrofi. Vogliamo, inoltre, una Regione e una Provincia più vivibili e sicure e in questo senso daremo la stura a provvedimenti regionali in grado di arginare tutti i fenomeni di micro e macrodelinquenza a partire dalla sicurezza urbana e, a finire, a una lotta senza quartiere agli spacciatori di droga che provocano morte e disgregazioni nelle famiglie! ”
Non basta
il comune in rovina
Non bastano
gli sprechi
Non basta
un segretario generale
dai 100 incarichi
e dirigente generale
che non firma nulla
Non bastano
gli incarichi per
miliardi di lire
Non basta
il territorio devastato
Non bastano
le strade colabrodo
Non basta
un comandante dei vigili
forestiero
Non basta
il cambio di casacca
dei Consiglieri
Non bastano
i ricatti dei gruppuscoli consiliari
Non basta
il trasversalismo affaristico
Non bastano
gli assessori forestieri
Non basta
penare per ottenere
un permesso se non
offrendo la zuppetta al bar
Non bastano
forestieri e miliardi perche’
l’ ufficio tecnico “funzioni”
Non basta
il nuovo p.r.g.
Non basta
l’ati
Non basta
l’italtel
Non basta
la stu
Non bastano
i centri commerciali
Non bastano
migliaia di disoccupati
Non basta
l’inutile attesa dei bisognosi
fuori le porte del Sindaco
che riceve solo i palazzinari
e i parenti
Non basta
la miseria
Non basta
la delinquenza
Non basta
la violenza
Non basta
la droga
Non basta
la camorra
al cimitero
Non basta
la perdita
dell’ospedale
Non bastano
i voltagabana
Non basta
la proloco
appizzottata
Non basta
l’ostruzionismo
ai dissenzienti
Non bastano
i palazzinari
Non basta
gabbare
p.zza della resistenza
Non basta
vendersi tutto….
verde compreso
Non basta
il mulino parisi
Non bastano
le promesse non mantenute
su campo sorbo
Non basta
la speculazione del politeama
Non basta
prosciugare le tasche
dei cittadini per lucrare
in modo vergognoso sui parcheggi
Non bastano
le continue rotture delle
condotte dell’acqua
Non basta
Il voluto indebitamento del Comune
per vendere i beni comunali
agli amici e agli amici degli amici
per nuove speculazioni
Non bastano
le speculazioni dei casalesi
Non basta
l’asservimento al cortese
e ai suoi
interessi su Sant’Andrea
Non bastano
le tante intimidazioni
Non basta
L’aggressione al Consigliere
Gaetano Rauso
Non basta
Lo pseudo “Petardo “sull’auto dell’Ex Assessore Schettino
Forse ne avranno e ne avremo abbastanza
solo quando ci scapperà il morto?